Fuori Piove Sangue.

Quello era il gran segreto di Tom: il disegno di tornare a casa con i pirati suoi confratelli e di assistere ai propri funerali.

(Mark Twain – Le avventure di Tom Sawyer)

Ho letto di un uomo che ha scavato una fossa, ci è saltato dentro portandosi la pala e ha cominciato a ricoprirla. Si è sepolto vivo. Dicono che non ci sia nulla di troppo strano, che la gente trova spesso modi assurdi per ammazzarsi. A me però piace pensare che intendesse resuscitare. Tutta la messinscena – il mucchio di terra smossa, il braccio in alto che sporge, le dita contratte che artigliano l’aria. Ritornare. Spaventare i vivi. Parlare. Sbranarli. Stappare birre. Scolarsele.

Svart (lo chiamavano così) è morto e nella fossa che si era scavato, a tenergli compagnia, c’erano queste pagine fradice di pioggia. Altaforte Edizioni le ha asciugate e ripulite e oggi ve le consegna raccolte in un volume rigorosamente nero.

Io, visto che chi rompe paga e i cocci sono suoi, mi tengo la salma di Svart (così lo chiamavano). Sia mai che si svegli e si metta a parlare. O che voglia una birra.

Qui trovi il libro e qui una seriosa intervista.

E come cantava qualcuno, la vita quaggiù è solo una strana illusione.

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