I Demoni mi rompono il cazzo.

So bene che se andassi a un convegno di paranoici tutti mi direbbero: tu stai troppo avanti!, ma come se non bastasse il Maelstrom nella mia cucina e le domeniche a pescare sullo Stige, ho anche 200 euri di buffi con il Bigis, quindi decido di passare a riscuotere la mia liquidazione milionaria di manager della Pirelli e mi tocca sorbirmi tutti i vari lei non lavora qui, lei non può entrare, se ne vada o chiamo la sicurezza, etc, e torno a casa povero e a casa ci sono i mostri che mi nascondono le Peroni e puzzano di zolfo e aprono finestre sull’Inferno direttamente dalle pareti.

Tossicchio a malincuore. Gli specchi vanno in frantumi. Ricompare lo spettro senza testa. Gli elettrodomestici si accendono e spengono arbitrariamente. Alzo le spalle. Fa caldo poi freddo poi c’è sangue ovunque.
I mostri dell’Inferno, come tutti quelli che provengono da altre dimensioni, hanno difficoltà ad adattarsi qui. Il primo ostacolo è sicuramente di natura linguistica, che a me sembra che urlino solamente aghaawaachazzawwwaa ma anche quando parlo io, quando li supplico di lasciarmi guardare la tv, dubito capiscano (sebbene, anche se capissero, la tv non me la lascerebbero guardare lo stesso, in quanto mostri dell’Inferno che mi perseguitano).

Poi c’è tutta una sequenza di me con le allucinazioni che continuo a gridare non sono pazzo, c’è davvero un demone sumero nello stanzino! e quando l’ispettore apre la porta dello stanzino sbuffando ovviamente non c’è nulla perché il demone mi ha gabbato ancora. Poi appena l’ispettore se ne va minacciandomi, indovina?

Sì, lo stereo si accende da solo, partono gli Avsky, casa si inonda di sangue e io mi siedo sconsolato sul divano.

Mio cuggino Farina, che in quanto templare è anche esperto di esorcismi e possessioni demoniache, mi dice che probabilmente è solo un miscuglio letale di alcol e psicofarmaci, aggiungici lo stress e la prigione, il granchio e il Bigis, e capita che ti escono i diavoli dal digitale terrestre. Mi dice di bere una camomilla e andare a letto. Poi aggiunge sbadato che ho spalancato i cancelli dell’Inferno e sono dannato per sempre e con la mia anima già ci giocano a ping pong i cinesi durante i tornei di ping pong dei cinesi.

Da bravo maledetto, bevo la mia camomilla e sto zitto, mentre aspetto il Bigis  per qualche birra col gin.
Intanto in casa continuano a comparire inquietanti immagini di morte e Baffometto in persona mi fissa negli occhi e mi fa, poco convinto: aghaawaachazzawwwaa.

Che vita demmerda.

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