Odio i cani.

C’è qualcosa di profondamente sbagliato in chi ama gli animali.
Già l’espressione amare gli animali, fondamentalmente, non significa un cazzo.

Nel male che avanza, nascono nuovi tabù, una nuova sensibilità generalizzata, e su un’Ansa di un vecchino che strangola un gatto si sprecano i commenti come spero muoia lentamente di cancro, fosse per me prenderei una mazza da baseball e lo lascerei paralizzato su una sedia a rotelle, e tutto il campionario di minacce di morte e auguri di malattia, rigorosamente qwerty-made, gettati lì alla rinfusa, fuori controllo, tipo Giancarlo Lotti quando faceva il palo ubriaco.

Ma chi se li incula gli animali. Che poi chi sbandiera questo amore per gli animali si riferisce essenzialmente al peggior quadrupede, il più inutile, snobbato da sempre dall’arte culinaria europea: il cane.

Io odio i cani.

Il cane non è nemmeno un essere vivente. È uno psicofarmaco. Potrebbe anche essermi indifferente come altri quadrupedi che non mangio, potrebbe stare lì a dormire, correre, scorreggiare, mangiare, scavare, e non me ne curerei punto, se non fosse che hanno costretto questo stupido parassita a diventare umano.
Chi ama i cani solitamente ha un problema a monte: ha perso un genitore in tenera età e non se ne fa una ragione, non riesce ad avere figli, non si è mai sposato, ha un disperato bisogno di accudire qualcuno, tutti i suoi amici gli hanno fregato la ragazza (nel senso che l’ha scoperto cercando “gang bang” su Pornhub).

Ma riprenditi la tua vita, imbecille, e abbandona quel surrogato sull’A1.

E poi i cani puzzano. E c’è gente che puzza di cane. E non sono solo i punkabbestia.

Deportatele in Cina queste bestie di merda.

 

Edit: chi millanta una misteriosa intelligenza dei cani (hanno più cervello di tanta gente, e blah blah blah, la fiera dei luoghi comuni da ritardato) mi spieghi che cazzo ci fa un cane in mezzo alla pista durante un Gran Premio di F1 a Istanbul, grazie.

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