Padre Amorth è un cavalluccio marino.

«In via ordinaria Satana è sempre attivo. È tentatore fin dal principio. Fa di tutto perché l´uomo pecchi e ogni volta che viene compiuto del male c´è sempre lui dietro, fermo restando che è l´uomo a decidere liberamente i suoi atti. Ma poi c´è anche un´azione straordinaria del maligno: e questa è il possesso diabolico.»
(Gabriele Amorth)

Padre Amorth è bellissimo e morbido. Se fosse un MiniPony sarebbe sicuramente Rainbow Dash, e gli comprerei la Dolce Stalletta e trascorrerei tutte le mie giornate a bere Johnny Walker e pettinarlo e a discutere con lui del Maligno.
Mentre appendo un poster di Gabriele Amorth, Pazuzu fa lo spaccone e dice che se quel presbitero provasse a fare cazzate con lui, tempo 5′ lo farebbe finire in fondo a una scalinata con la testa girata a 180° come Padre Karras. Io gli rido in faccia. Non c’hai più il fisico, gli dico. Padre Amorth invece è un batuffolo grintoso e ascolta solo Buck Owens. Ed è un pozzo di scienza lui, mica come noialtri avanzi di Stige che leggiamo solo Céline e Sukia. Padre Amorth ha letto tutto, tutto lo scibile umano. Che non ci abbia capito un cazzo è un altro discorso, tanto la sostanza non cambia: Egli ha una risposta per ogni domanda. È una specie di Yahoo Answers in latino. Che esorcista a modo, lui. Il suo regista preferito è Benjamin Christensen.

Padre Amorth, hai preso te le chiavi?
Le ha prese Satana.
Padre Amorth, secondo te chi vince a ‘ste elezioni?
Il Diavolo.
Padre Amorth, che se magnamo stasera?
I Sacramenti.
Padre Amorth, che mi posso prende per il mal di testa?
Un buon esorcista.
Padre Amorth, ma com’è ‘sti giorni faccio sempre sogni strani?
Sei posseduto dal Maligno.
Padre Amorth, ma secondo te a Ustica chi è stato?
Il Principe delle Tenebre.

È davvero un signore magico. Lui ed i suoi amici esorcisti, lo zoccolo duro della diocesi di Roma. Padre Amorth non è come voi pivelli, che prendete le armi e andate a sparare ai Vietcong. Lui se la vede col Demonio in persona, armato soltanto di un libretto che comunque sa a memoria quindi se lo porta dietro per formalità, tanto per non tirarsela troppo, che sarebbe un vizio capitale. E poi i suoi 75 anni se li porta egregiamente, mica si caga sotto in fila alla posta come i suoi coetanei infedeli, lui si allaccia i guantoni della fede e manda al tappeto Lucifero così, come io bevo una Peroni. Altro che Padre Karras, che boxe la faceva davvero, ma gli è bastato un weekend con quell’ubriacone lagnoso di Pazuzu per vincere una vacanza eterna nel Regno dei Cieli.

Padre Amorth è però un cucciolino flautato, soffice come un pangolino, un tenerello tutto da coccolare. Ed è per questo che gli voglio bene. Anzi, tecnicamente io tifo per Satana, perché abbiamo un sacco di amici in comune, però Padre Amorth è così carino che sembra davvero il pony che non ho mai avuto. Quanti bacini gli darei, su quel testone morbidoso. Poi lo stringerei forte forte e mi addormenterei così, stretto al mio esorcista del cuore, in un caldo Pisolone a forma di cavallino rosa.

Pazuzu si ingelosisce, guardandomi negli occhi, notando il mio sguardo trasognato, il tenero rapimento di quando penso a Padre Amorth, il pony della porta accanto. Come un cane in cerca di attenzioni, comincia ad urlare ubriaco, a rovesciare tavoli, sputando sangue ovunque, pregando al contrario, facendo esplodere i vetri delle finestre in una pioggia di schegge acuminate, aprendo solchi profondi nell’asfalto del parcheggio sotto casa.
Sbuffo, mi verso un whisky e vado a prendermi cura del mio amico babilonese.

Padre Amorth, invece, lui sì che è un cavalluccio marino come si deve.

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