Paranormal Activity 2: chi c’ha il pane non c’ha i demoni.

Il sequel del campione d’incassi Paranormal Activity è una pellicola da cardiopalma che ci sorprende già dal titolo: Paranormal Activity 2. Fortemente sconsigliato ai più deboli di cuore, questo film è ruscito a terrorizzare le platee di tutto il mondo con la storia agghiacciante di un tubo in piscina che la notte prende vita e si sposta di ben 4-5 metri.
Ma andiamo con ordine.
Protagonista di questo incubo è la classica famiglia americana, con la villa di due piani a San Diego, la cui quiete viene turbata dal misterioso ritrovamento di un cassetto del comodino aperto. Per venire a capo della faccenda, il capofamiglia col pizzetto, la moglie milf, la figlia teen che fa i footjob davanti a Wal-Mart, il figlio lattante di nome HUNTER ed il pastore tedesco, decidono tutti insieme di tappezzare casa di telecamere a circuito chiuso, per cogliere in fallo un’eventuale anta dell’armadio birichina. Ma presto, riguardando le registrazioni notturne, scopriranno che c’è qualcosa di ben peggiore della finestra che sbatte: un tubo se ne va a zonzo per la piscina, e una notte cade addirittura una pentola. Il capofamiglia si affretta a stemperare la tensione che si è creata in casa: è solo un tubo, dice, che se ne va in giro. Ma la moglie milfetta trae subito le conclusioni che trarrei io, che però vivo in un’apnea di whiskey scadente e psicofarmaci scaduti, quindi almeno ho una scusa: se quel tubo si muove mio caro, gli dice, è evidentemente perché un demone vuole prendersi il nostro primogenito come promesso dalla mia bisnonna che ci ha fatto un patto per assicurarsi agio e ricchezza. Il marito la manda giustamente affanculo, ma poi muoiono tutti.

Ora, a me Paranormal Activity era piaciuto. Ha fatto cagare più o meno tutti perché non succedeva nulla, ma io l’ho trovato inquietante, sebbene a casa mia succeda di peggio ogni giorno, figurarsi la notte. Ma questo sequel è veramente una mazzata nei coglioni di ‘sto tubo che fa su e giù per un’ora nella piscina, coadiuvato dal demone più coglione della storia che anziché entrare in camera del ragazzino e sgobbarselo (che poi gli spetta, quindi ha ragione lui) sta un mese a cagare nel bidet e insomma a fare ‘sti dispetti da cane geloso. Ma che cazzo, ma facciamo cambio, voi venite a vivere qui e io mi becco il villone infestato a San Diego, ché se ho la piscina ‘STI CAZZI che c’è il tubo che vuole attenzione, io mi siedo lì e ascolto tutti i suoi problemi, che cazzo mi frega, HO LA PISCINA. Invece ‘sta stronza della moglie va tipo in depressione, ma perché? Perché un demone fa cadere il latte? Ma raccoglilo, mortaccitua, che sei impaccata di soldi e non fai un cazzo tutto il giorno, ‘sta zoccola mantenuta dai patti satanici della bisnonna. Vieni qui a lavorà per due lire e io MI FIONDO a sistemà le tendine che spostano i diavoli. Ma che cazzo. Il diavolo vuole tuo figlio? E daglielo, che palle, che vai in Thailandia e un regazzino te lo vendono per 20 dollari e una Bud e tu non riesci a barattarlo con una vita agiata di fancazzismo e ti pesa pure il culo a raccoglie una pentola! Che sei pure giovane e ne fai un altro di marmocchio, ma che sarà mai! Ma poi il tubo, ma porco dio, c’hai più serial killer dietro casa che zeri sul conto in banca e stai a pensà al tubo!

Questo film mi ha veramente ferito nel profondo, ed è (credo) la prima volta che davanti a storie di famiglie sterminate dalle entità del Male rosico e li invidio. E so’ proprio contento che muoiono tutti, questi ingrati del cazzo. Il mio unico pensiero è che adesso la villa è sfitta e magari la società immobiliare la svende per via del massacro, e giuro che mi venderei tutto quel che ho di più prezioso (una lampada Ikea e un vinile dei Darkthrone) per accaparrarmela io, così potete vendicarvi da spettri rancorosi, magari ce cascate.

Mortaccivostra, che poi siete voi stessi.

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