La vita in the rectum.

Lamberto Sposini mi sta sul cazzo.
Innanzitutto ha la testa quadrata come come Smithers dei Simpson. E ha pure gli stessi boccolini grigi di Smithers dei Simpson, sopra la sua testa quadrata come Smithers dei Simpson. Questa malformazione che ti fa apparire come una teiera dovrebbe metterti un po’ sulla difensiva, renderti timido e complessato, invece Sposini addirittura ostenta ogni giorno in tv la sua stortura cranica. E già mi irrita, perché sono convinto che ognuno debba stare al posto suo, come il piccolo Tommy. Allora pensi che il nostro amico si giocherà la carta della simpatia, l’asso nella manica dei deformi.
No.
Sposini è sempre incazzato. Si irrita per tutto, parla con un tono di voce grave, poi si volta e ha quello sguardo contrito che non capisci se ce l’ha con te personalmente per qualche ragione sua, o sta solo trattenendo una scorreggia. Si mette in posa, con la mano destra sul gomito sinistro, la mano sinistra sulla bocca, piroetta di 90° sui tacchi, scruta il bestiario dei suoi ospiti e finalmente chiede: chi ha sparato a Sarah Scazzi?
‘Ste cose mi mandano il whiskey di traverso, quando piango ubriaco davanti ai programmi per serve.
Intanto, su Rai1, Lamberto Sposini si accarezza distrattamente la cravatta viola. Con questa non posso andare a teatro, dice. Gli esperti balistici sono confusi.
Allora spunta una criminologa di 31 anni che si masturba in autoreggenti e dice: secondo me è stato qualcun altro a sparare a Sarah Scazzi. La tesi dell’incidente di caccia è stata subito scartata perché le hanno sparato in un garage, ma diverse cose ancora non tornano…
Sposini estrae una .38 e la punta verso le telecamere. Con questa non posso andare a teatro, dice. Il movente sarebbe da ricercarsi in attriti familiari.
E parte un filmato con le solite tre foto di Sabrina Misseri e una voce afona di donna che commenta: è una stronza. Faceva la vaga, invece è una crudele assassina.
Sposini inizia a parlare al contrario, e l’avvocato di uno dei presunti assassini lo segue a ruota.
Etnazzilatot allun nu àrehcnalaps is itrom ittut omeras odnauq, dicono, poi ridono sguaiati e Sposini lancia lo spot di un detersivo che può essere utilizzato anche per abortire al settimo mese, e poi ancora un filmato su Avetrana, inquadrano una strada, poi un muro, poi la scritta sul muro, a vernice spray. La voce afona di donna legge: now I shall reign in blood, recita la scritta apparsa qualche minuto fa su un muro di Avetrana. È la citazione di una canzone dei Negrita.
Sposini continua a trattenere una sequela impressionante di scorregge e fissa la telecamera con lo sguardo contrito dall’odio, incorniciato da quella testa piatta a boccoli grigi. Una possibile ricostruzione, dice, è che Sabrina era affamata di cazzo e aveva provato a sbattersi ‘sto ragazzetto, che pare l’abbia mandata affanculo. Al che Sabrina, sentendosi umiliata, ha estratto la sua .38 e ha sparato alla cuginetta. Quel che non capisco, però, è perché cazzo ho questa cravatta viola.
L’avvocato di Michele Misseri annuisce grave. Fa per aggiungere qualcosa, ma Sposini lo zittisce subito. Questo è il mio programma, dice, e parlo solo io. Tu sbattiti la criminologa, che poi non è una criminologa, è una cubista minorenne a cui abbiamo insegnato a dire “Jeffrey Dhamer” senza sputare. L’avvocato obbedisce. Sposini resta lì a imprecare contro la sua cravatta, e sui maxischermi dello studio lampeggia la scritta: Chi ha sparato a Sarah Scazzi?
Mi alzo barcollante per andare a comprarmi un’altra bottiglia di JW, con i gemiti della criminologa-cubista come soundtrack, pensando solamente: quanto mi sta sul cazzo Lamberto Sposini.
In confronto a Rai1, lo Xanax rende vispi.

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