Shine on you Adolf Hitler.

Fuori piove sangue e Pazuzu stappa due Peroni e su Rai3 c’è un zoom lentissimo, inesorabile, con sottofondo dark ambient, sul volto di un giovane Adolf Hitler impresso in una fotografia sgranata in bianco nero, e Hitler non sorride, fissa serio e composto l’obiettivo, con aria austera ma rilassata, e la voce fuori campo sta dicendo: quali oscuri pensieri si celavano in lui? Quali orrendi piani del Male stava concependo?
Pazuzu, col suo pensante accento sumero, sbotta: che cazzo stava a fa’, se stava a fa’ ‘na foto!
Sì infatti.
Ma chi sarebbe questo che dicono che è Satana?
Adolf Hitler.
Ma chi, quello dei Pink Floyd?
Sì.
Ma come cazzo stanno.
Boh, vabè, Ummagumma era una merda, The Wall ‘nse regge, però accanirsi così…
Continuiamo a bere, e sullo schermo scorrono immagini confuse di Hitler sul palco e la voce fuori campo che ripete cose come “collaudato meccanismo di morte”, “fabbrica dell’omicidio”, “oscuri presagi”, “gabber mafia”.
Cazzate, dico io, mi ricordo quando uscì The Division Bell, venne accolto bene.
Ma infatti stanno a dì una marea di stronzate, io questo qua non l’ho mai conosciuto e Satana manco.
Boh magari è una cosa montata ad hoc dall’etichetta discografica pe’ vende di più.
O forse ‘sto documentario l’hanno prodotto quei rosiconi dei Grateful Dead.
Sì, può esse.
E ancora, piani sequenza di backstage e camerini, primi piani di amplificatori Marshall, giochi di luce, ologrammi, e la voce fuori campo che commenta con parole come “disfatta”, “la fine”, ingresso degli Alleati”, “Armata Rossa”, “fine del Reich”.
Sì, senza Gilmour era abbastanza alla deriva, ma pure qua la mettono giù tragica.
Infatti vendono ancora un sacco, che io sappia.
Beh, so’ classici, un cd dei Pink Floyd in casa ce l’hanno tutti.
Tipo i Led Zeppelin o Gabber Piet.
Ma non i Grateful Dead.
Guà,  me ce gioco le ali che ci so’ loro dietro.
Su Rai3 Hitler lancia un bastone ed il suo cane, Blondi, un pastore tedesco, scatta, annusa, riporta il bastone indietro, e Hitler si china sorridendo e accarezza Blondi e dice qualcosa a Göring, il bassista, che annuisce ridendo, e Blondi lecca la mano ad Hitler e ricomincia a correre nel prato, e la telecamera si ferma a riprendere le Alpi che circondano tutto e Hitler e Göring continuano a parlare, e la voce fuori campo dice cose come “oscuri programmi segreti”, “sterminio sistematico”, “pagina buia della storia”, “folle coprofago”, “élite di assassini”.
Ma stavano a giocà col cane!, dice Pazuzu.
Eh, me sa proprio c’avevi ragione, saranno quei tossici dei Grateful Dead.
Limortè.
Pazuzu prende altre due Peroni dalla ghiacciaia, le stappa, me ne allunga una e ci guardiamo un attimo e spengo la tv e Pazuzu annuisce grave.
Oh, oggi ‘fanculo i Bone Awl, m’hanno proprio messo voja de sentì i Pink Floyd.
Daje, dice Pazuzu.
Rovisto un quarto d’ora per trovare un cd dei Pink Floyd, e lo metto su.
Pazuzu gira la testa di 90° e fa la spiderwalk, e fuori piove sangue e le casse vibrano e ce ne restiamo seduti in cucina a bere ed ascoltare Wish you were here.
La mejo band happycore ever, dice Pazuzu.

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