Con tutte le ragazze sono tremendo, le faccio ubriacare e poi le violento.

Dobbiamo invadere la Polonia, dice Pazuzu.
Mi fissa serio con quello sguardo da antagonista dello spirito Lamashtu e io non rispondo nulla.
È un passaggio obbligatorio, dice, poi si rimette a canticchiare una canzone di Rocky Roberts storpiata.
Siamo in fila alla cassa del supermarket, io, Pazuzu che canticchia e un cesto di plastica rossa pieno di Peroni, dietro di noi due ispanici con un carico di Heineken, davanti un tizio devastato che paga il suo Tavernello in spicci di rame, e realizzo che da queste parti beviamo parecchio. Usciamo e le luci blu di Natale si accendono e spengono e il loro bagliore si riflette sui muri e ogni muro, qui, riporta il nome di un ragazzo morto, e realizzo che da queste parti moriamo parecchio.
Tutti quanti, quando decidono di fare di sul serio, iniziano con l’invadere la Polonia, dice Pazuzu. È tipo… sai quei riti tribali per il passaggio all’età adulta, dove ti attorcini lo scroto al collo, ti fai strappare un paio di molari da un vecchio e poi ti dai fuoco?
No.
Beh, una volta si faceva. Poi nel 966 è nata la Polonia e da allora ci si è adattati.
Ma io me volevo fa qualche birra, non invade la Polonia.
Ma di che hai paura? Dei sottaceti? Ti dispiace per Wojtyla?
Mi dispiace per i Mordhell.
I Mordhell sono mit uns.
Ah, allora è diverso.
Guarda, davvero, non c’è niente di male a invadere la Polonia. Lo fanno tutti. Hanno avuto praticamente ogni regime esistito. C’hanno avuto lo zar, cazzo!
Ma perché noi vogliamo mette un regime?
Mah… no… alla fine no, pensavo più a fargli uno scherzone.
Bevo altra birra e la cosa inizia a prendermi un po’. Bigotti come sono gli verrebbe un coccolone a vedersi arrivare l’armata delle tenebre. E poi potremmo vendicare i Behemot per quella storia della Bibbia stracciata sul palco. Lo faccio notare a Pazuzu e lui urla e vola in bagno, credo a cagare un po’, e resto a tracannare Peroni e la tv esplode in una pioggia di veleno catodico, pezzi di vetro ovunque, e resto lì con in mano la birra e intorno pezzi di tv distrutta, e i Chaigidel, spiriti di menzogna guidati da Belzebù e da Bodon, irrompono nella stanza e iniziano a gridare e rotolarsi tra le schegge di vetro. Provo a non farci caso e a rallegrarmi del fatto che, dopo tante litigate, Pazuzu ha imparato a usare la tazza del cesso. Per lo sciacquone ci stiamo ancora lavorando, ma storia di Rudy Guede è un ottimo deterrente per questi zozzi che non tirano l’acqua. Pazuzu torna canticchiando e mi chiede se abbiamo qualcosa di Wagner, ma non abbiamo un cazzo e mettiamo i Mordhell e io inizio a singhiozzare disperatamente mentre il re degli spiriti dell’aria mi spiega che gioco da ragazzi sia prendersi la Polonia. È come rubare le caramelle a un Polacco, dice.
E come si invade la Polonia? Non so’ pratico di ‘ste cose.
Te l’ho detto, è una stronzata. Bastano un paio di baffi finti, una bandiera qualsiasi e un Liquidator.
Che Liquidator? 200?
Basta un 30, ma andiamo con un 50 che fa più scena, lo prendiamo su eBay a un cazzo.
E in Polonia come ci arriviamo? Ryanair?
Io volo, eh.
Ah vero.
Vabè, famolo.
Usciamo per invadere la Polonia, ma siamo sbronzi e ci siamo dimenticati tutto – la bandiera, il Liquidator 50, i baffi finti, le mail ai Mordhell e ai Behemot. Ci sediamo davanti al bar chiuso con le ultime Peroni. Il cielo è plumbeo e la temperatura scende di dieci gradi. Un’enorme nube nera si staglia sul quartiere, ma poi capisco che non è una nube, solo uno stormo di uccelli, così fitto da sembrare una macchia, sembra grondare, finché si scioglie. Gli uccelli si dispongono tutti sui tralicci della corrente e sui cornicioni dei palazzi e sugli alberi e sulle insegne dei negozi e circondano la zona, e da chissà dove risuonano le note di Blue Moon nella versione di Ella Fitzgerald, e le luci blu di Natale si accendono e si spengono e il loro bagliore si riflette sui muri e ogni muro, qui, riporta il nome di un ragazzo morto. Arriva un altro stormo e si dissolve, e gli uccelli vanno a posizionarsi accanto agli altri e Ella Fitzgerald canta and when I look the moon had turned to gold e scoliamo un’altra birra mentre gli uccelli urlano e la temperatura scende ancora e non ricordo nulla e il cielo si oscura e tutto scompare di nuovo mentre con Pazuzu ci scambiamo gli auguri per il genetliaco del buon Gesù.

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