Cortesie per gli ospiti: do you want Total War?

Real Time è un canale che dà assuefazione. Soprattutto se te ne stai lì tramortito nel letto, con una bottiglia di grappa Julia e una maglia dei Darkthrone, mentre nella stanza accanto un poltergeist di inaudita violenza manda in frantumi ogni tuo avere, ma neanche ci badi molto perché i tuoi averi non valgono un cazzo. Real Time ti dà la possibilità di ignorare tutto questo (lo stomaco in fiamme, la sonnolenza, le grida, la povertà, gli acari) per farti calare in un universo parallelo, un mondo magico dove tutti sono ricchissimi, froci persi e con preoccupazioni che spaziano dal bouquet del matrimonio alla scorta di Beluga. E così ti ritrovi ad alienarti davanti a programmi come Cuoco gentiluomo, dove Alessandro Borghese, il noto chef celebre per il golpe Borghese, s’intrufola negli appartamenti di starlette di serie b per preparare una cenetta intima. Poi la semicelebrità di turno arriva a casa strafatta, mezza sbronza e imbottita di Zoloft, e si spacca di mazzancolle flirtando col nostro golpista preferito, forte di una voce alla Lemmy impastata di gin. Oppure Ma come ti vesti?, dove una milf inarrestabile e la vittima di tutte le aggressioni omofobe d’Italia portano avanti una Jihad anti-hippy/anti-life, cestinando tutto il guardaroba della fricchettona di turno, esaltata dai classici abbinamenti pail marrone-iuta-maglione di lana fucsia, mentre la coprono d’insulti per farle ritrovare la strada per il clitoride grazie ad un tailleur da 400 Euro. Per non parlare di Wedding planners, dove la sopracitata vittima di aggressioni omofobe, spalleggiata dal suo harem, organizza matrimoni da favola per anonime, ricchissime coppiette. Inizia a salmodiare “pisello odoroso” con fare lascivo mentre sceglie i fiori, poi si presenta con le sue puttane (tutte rigorosamente vestite da toreri) a chiedere le chiavi della chiesa ad un povero prete di provincia, che interdetto balbetta scuse come “sì, sì, io le chiavi posso darvele, solo… cioè… non sono sicuro che Iddio vi voglia nella Sua casa”. Per sentirsi bersagliato, naturalmente, da doppi sensi beceri su chiavi/chiavare.
E così via.

Ma la cosa che veramente, ma veramente, eh, cazzo, mi fa riflettere sul degrado antisociale della mia esistenza è Cortesie per gli ospiti, il programma definitivo, il masterpiece della sodomia e del gomito sul tavolo. Funziona così: due sfidanti, a turno, invitano a cena Golpe Borghese (che gli snobberà la cucina), Chiara Tonelli (interior designer, che gli insulterà casa), e il mitico Roberto Ruspoli (esperto in lifestyle, che s’incazzerà col centrotavola). In pratica questi tre stronzi ti scroccano la cena e poi ti offendono e si lamentano e ti giudicano. Ma la cosa più intrigante è che i padroni di casa sono tutti una batteria di alienati ricchissimi, gente con 4kmq di giardino, attici con vista su San Pietro, che con quello che spendono in enoteca per abbinare i vini per quelle troie degli ospiti io ci camperei un anno ad Oranjeboom morendo avvelenato sotto i beat impietosi di Gabbersaurus. La cena si profila dunque come uno scontro tra titani del radical chic, dove i normali standard di valutazione sociale (“c’è rimasta ‘na birra?”, “ma quanto cazzo de ajo c’hai messo?”, “scusa, magna in piedi che m’hanno pignorato il tavolo Ikea”) diventano quelli del salotto bene. Così Golpe Borghese frignerà per la freschezza del pesce, o avrà crisi isteriche per la sapidità del piatto, mentre sei lì e pensi solo: se è un po’ sciapo aggiungici il sale, genio. E Chiara Tonelli ti farà le pulci al parquet: che cazzo il tuo loft di 666 mq è un po’ buio, mettici un parquet chiaro dannazione, ravviva l’ambiente, e togli quelle tende di merda che non vanno punto d’accordo con i Van Gogh originali. E l’altro sfidante s’inventerà qualcosa per darti contro perché vuole vincere lui.

Ma tutto questo è nulla, zero proprio, in confronto a Ruspoli.
Roberto Ruspoli è un genio del Male che ha fatto proprio il concetto di “in Italia il lavoro te lo devi inventare”. E si è inventato il lifestyle.
Che cazzo è un lifestyle?
Beh, un lifestyle è un esperto in ninnoli, un ct del centrotavola, un perito del bon ton, il coach della buona conversazione, in pratica lo zar dell’inutilità. Ti entra in casa scheccando con una magliettina del mercato che però avrà di certo qualche magica griffe nascosta, se ne sta lì coi capelli neo-folk e i mocassini, e s’incazza se gli dici “piacere” perché “non si può sapere se sarà un piacere conoscere quella persona, ergo un ‘buonasera’ va più che bene”. Si scroccherà un aperitivo mentre valuta attentamente se i piatti vanno d’accordo con la tovaglia, facendo valutazioni psicologiche pop sui padroni di casa e stabilendo se sono troppo chiusi, o se al contrario parlano troppo di sé, o se il papà li ha mai stuprati dentro uno scantinato di A serbian film, come verosimilmente è successo a lui.

Lui. Cazzo.

Un conto sono quelle stronze da telefilm yankee, puttane mantenute dal marito ricchissimo e sempre fuori casa, che per dare un senso alle loro giornate si concentrano, oltre che sullo Xanax e sullo Chardonnay, sulle posate e sui soprammobili. Ma questo qui dovrebbe avè il pisello. No? Ma che cazzo gliene frega a questo dei tovaglioli? Ma è scemo? Ma ve pare normale? Ma dove cazzo andremo a finire così? E quando scoppia la Terza Guerra Mondiale (verso ottobre, credo) dove cazzo andiamo con ‘sta gente? “No, io l’Ak-47 non lo uso perché l’astina guardamano non si intona all’uniforme”?
Avete abolito il servizio militare obbligatorio per consegnare l’Europa a una generazione di lifestyle che la notte si svegliano urlando se a cena hanno visto una tovaglia che riprende le tinte del divano.
E adesso come cazzo faremo quando risorgeranno i morti e vorranno mangiarci (verso settembre, mi pare)? Certo, di sicuro ci sarà chi saprà imbandirgli bene la tavola, e noi saremo spacciati. La Terra sarà un deserto oscuro di morti imballati di radiazioni che camminano storti e non capiscono un cazzo, un deserto oscuro senza Oranjeboom, dove i Darkthrone non ci sono più.
Ma ci pensate? I Darkthrone morti! Per colpa di Ruspoli!
Ma vaffanculo! Qui bisogna cambiare quest’andazzo di merda alla Vogue, che poi te credo la gente deve chiamare a casa mezza Bucarest per tinteggiare una parete.
Non ci sono proprio più gli imbianchini di una volta, mortacci di Ruspoli e degli amici suoi.

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