Blackwater Valley Exorcism: “Sai, su una cosa il Demonio aveva ragione”.

Qui siamo l’avamposto svart redneck NOLA brutal della Città Eterna, un quartiere di miserabili divisi tra alcol, droga, scommesse e psicofarmaci. Andiamo tutti in giro vestiti da pezzenti, mezzi disoccupati, parlando da soli. Chi al bar per le Peroni, chi al supermarket per il Tavernello, chi al punto Snai per la Roma, chi dal medico per lo Stilnox, chi a casa di qualcuno per le pasticche. La notte senti solo ambulanze che sfrecciano a sirene spiegate, gente che urla senza motivo, auto che sparano commerciale a volumi folli. Qui il fruttivendolo rumeno ha smesso di vendere birra, che per ogni Ceres scolata c’era una testa rotta e due volanti, ma tutti riusciamo lo stesso a coltivare i nostri hobby – il calcetto, le rapine, oppure, come me, i film di merda sugli esorcismi.
È neorealismo secondo Lansdale qui, e devo confessare che si sta una favola, è un posto che scambierei soltanto con qualche cittadina sperduta di cannibali dell’Alabama. O al massimo con Blackwater Valley, che latita nella componente white trash ma ha la sua bella popolazione di malati.

Blackwater Valley è una città in culo (suppongo) al Sud degli USA, dove c’è solo l’emporio che vende le Smarties, il negozio di liquori svaligiato ogni giorno e una fattoria di cowboy gay alla Brokeback Mountain. E nella fattoria c’è Dora, una giovinetta posseduta da entità malefiche.

Premetto: quando all’inizio di un film appare scritto che è una storia vera, io ci credo. Sempre.

E Dora fa cose strane, tipo esce la sera e mangia i conigli vivi, e quando due cowboy gay (uno è il padre, l’altro non si sa, ma è il sosia del padre) la ritrovano nel bosco in stato confusionale, imbrattata di sangue, l’abbracciano comprensivi e lei gli sporca la camicia. La portano a casa, e Dora dice alla madre: scusa, ho mangiato un coniglio. Anche la madre è gentile, e le risponde: ok, andiamo a lavare via tutto quel sangue.
La famiglia sembra dunque un idillio di tolleranza e benevolenza. Ma Dora è una stronza e non sa apprezzare l’indulgenza dei suoi, e inizia a cianciare che gli Impaled Nazarene le avevano ordinato di sbranare un bisonte, riempie di botte i genitori e si taglia le braccia come le ragazzine gotiche, che lì nello Utah ancora non sono diventate pin-up con tatuati gli AK-47, smettendo tale pratica per non rovinarsi l’inchiostro.

E da qui parte la tipica trafila redneck per gli indemoniati: sceriffo-cerusico-elettricista-esorcista.

Lo sceriffo va a trovare Dora che naturalmente inizia a fare la lasciva e la mignotta posseduta, e scopriamo il potere degli Impaled Nazarene che albergano in lei: Dora sa tutto, tutti i tuoi misfatti, e riesce a mostrarteli in vividi ricordi, sputtanandoti platealmente.
Lo sceriffo, scopriamo, è uno stupratore seriale. E bye bye all’aiuto dello sceriffo. Al che chiamano il veterinario per sedare Dora, che nei momenti liberi continua a gonfiare i genitori, ma la donzella è inarrestabile e accoppa pure il veterinario. Poi sbuca un tizio dal nulla che non so chi sia, o forse stavo al telefono e non seguivo, ma facciamo che è l’elettricista, e si prodiga a risolvere tutto. Va da Dora, e dopo le solite proposte ninfomani ingaggia un duello a colpi di salmi e poi spiega alla famiglia: vostra figlia è indemoniata, serve un esorcismo. Parlava latino, capite, qui nel South Carolina nessuno conosce il latino tranne noi idraulici, quindi è indemoniata.
Ed è il turno del prete, che non è un esorcista, è solo un prete scemo del West Virginia, che quando si trova da Dora le mette una mano tra le cosce, e scopriamo che se l’era pure chiavata anni prima, mentre si sbatteva pure la sorella maggiore. Bravo lui. Ma non si tratta di Satana, assicura alla famiglia di Dora, probabilmente sono solo gli Impaled Nazarene.

Tocca di nuovo al padre di Dora, che scopre che anche il cowboy gay suo sosia si scopava la figlia. Ma lei è la mia piccolina, la mia bambina! Vinceva tutte le gare di ippica!, urla incredulo, ma poi si rassegna a tre grandi verità della vita: la piccolina si scopava il prete e il cowboy, la figlia maggiore si scopava il prete (che la menava ubriaco), e la moglie si scopa il cerusico. Cioè fottono tutti come ricci tranne lui, là dentro.

Ormai temprato da L’ultimo esorcismo, a ‘sto giro mi esalto con tutta la storia del villaggio rurale dove tutti si fanno tutti. Chi altro ha scopato con chi? è la domanda che mi attanaglia, che tanto gli Impaled Nazarene li conosco. E torna quello che non si sa chi è, credo il garzone del panettiere, che oltre a conoscere i salmi in latino degli idraulici, ha anche un passato di esorcista e un altro passato ancora in cui pubblicava le cazzate di Naomi Klein e il governo, in tutta risposta, gli ha sterminato la famiglia. Ora sono solo un lattaio tormentato, spiega, ma vi aiuterò.
E comincia tutto un esorcismo senza senso, ma gli Impaled Nazarene, per bocca di Dora, sono infidi, e spingono tutti quanti a scopare e uccidersi tra loro, o a suicidarsi, e il prete dice: sai, su una cosa il Demonio aveva ragione. Poi Dora prova dirgli di riprendersi gonfiando di botte i sopravvissuti come suo solito. E fugge.

Da qui in poi non ho capito più nulla, la trama già labile e confusa diventa un vermicaio di scene a caso, Dora fugge in una stalla e il prete per qualche ragione a me sconosciuta prova ad esorcizzare un cavallo. Per poi scoprire che Dora non è posseduta, è solo una mignotta, e tutto l’inghippo demoniaco è quello della sorella di Dora, che ritrova davanti a un altarino stile LaVey che tira le polveri magiche in aria. Il prete l’affronta, e la tizia si trasforma in Dani Filth e lo aggredisce. Dopo una lotta porno gay vampire, sorge il sole e tutti stanno bene, tranne lo sceriffo dilaniato dagli zombi delle ragazze che stuprava.
Bah.

E io che volevo andarmene lì, a Blackwater Valley, con i matti, le pistole, gli sbirri corrotti, gli Impaled Nazarene e le zoccole, invece no, deve arrivare Dio con Van Helsing e rovinare tutto.
Va bene signor Onnipotente, resto qui con le Peroni e gli Ett Sista Andertag come sempre, si figuri, ma poi non venga a dirmi che su una (una?) cosa il Demonio non aveva ragione.

Lei è avvisato.

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