Ti porterò da Sandro Autoricambi, dove il sangue piove per sempre.

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«Le opere d’arte che richiedono una quantità esagerata di spiegazioni non capiteranno mai più tra le mani dei cittadini tedeschi»
Jim Morrison

Ci sono giorni in cui odio tutti quelli che non sono Dave Lombardo nel 1990. Quindi anche Dave Lombardo stesso. Giorni in cui mozzerei le dita a tutti quelli che non stanno suonando il riff di Dead Skin Mask. Perché, ammettilo, suonare qualcosa dopo Seasons in the Abyss non ha senso, è come quegli scemi che provano a scrivere dopo Meridiano di Sangue (io) o quelle troie che si sfregiano la fregna con i cocci di vetro e poi al pronto soccorso dicono: «Stavo citando Bergman».

Ed in uno di questi cupi Lombardo Days, mentre bevevo Tavernello davanti a Sandro Autoricambi e parlavo da solo («non so che cazzo fai tu nei sogni, ma io danzo coi morti in quelli di Tom Araya») ho avuto un’illuminazione.

Ricordai una mattina in cui andai a scuola (alle medie) avvolto in un’orribile t-shirt degli Slayer, ed un mio amico, Avid Sibelius Folliero, mi accolse sconvolto.
«Noooooo», disse, «i Slaie sonnazzziii!».
«Guarda», replicai, «ho basato la mia intera esistenza su War Ensemble

(Non è vero: le risposte perfette non ti escono mai sul momento, quindi probabilmente venni soltanto sodomizzato da uno dei bidelli, o da entrambi)

L’illuminazione, mentre farfugliavo di spiriti condannati a marcire davanti a Sandro Autoricambi, fu questa: povero Sibelius, non era colpa sua.
Ma di Dylan Dog.
E Dylan Dog si scopava la madre.
(Vedi nn. 25 e 100)

La mia nuova teoria quindi è che se sei quello che sei (uno stronzo), è perché ti sei bruciato il cervello con Dylan Dog anziché con gli Slayer.
Dylan Dog, il fumetto moralista, l’horror politicamente corretto.
Inglese, ex guardia, amico delle guardie (che poi che cazzo è una polizia che se chiama Cortile di Scozia?), astemio, pedante. Il vero mostro è il politico perbenista (con la faccia di Bossi che invoca leggi razziali), il vero mostro è il vivisettore sadico, il vero mostro è il passante indifferente. Non che io abbia tutte ‘ste frequentazioni di parlamentari e ricercatori della P&G, ma cazzo, l’hai mai visto Yog-Sothoth?
(Io sì, e fu orribile: «Ah bello, batti 666!» «Come cazzo lo batto er 666?» «Ah già, c’hai le mani.»)

Dylan Dog, pacifista, qualunquista, «Ma Dylan come Bob Dylan?» «No, come Dylan di Beverly Hills», il bastardo sei tu che li abbandoni, usa sempre il preservativo quando ti inculi tuo figlio, non farti in vena a stomaco vuoto, eh.

«Nessun fantasma ispettore, era un cazzone del Ku Klux Klan.»
«Pensa te, old boy: porco dio.»
«Non sono stati gli spettri, ma l’intolleranza, ad ucciderli.»
«Nulla è peggiore dell’odio, old boy: porco dio.»

Dylan Dog, che Per Non Dimenticare gira su un’auto disegnata da Hitler. Che ammazza tutti ma gira disarmato perché è pacifista. Dylan Dog che la solitudine è il vero orrore. Dici? Ma l’hai mai visto Sandro Autoricambi?
(Io sì, e fu orribile: bevevo Tavernello e balbettavo versi degli Slayer contro Dylan Dog)
Hai mai passato una giornata a compilare sudoku di soli 666?
(Io sì, e fu orribile: dove cazzo stava Yog-Sothoth una volta che era utile?)
Ma soprattutto: scopri che ti sei scopato tua madre e fai spallucce. Abbi almeno la decenza di cavarti gli occhi con le forbici e vincere Sanremo come tutti i ciechi.

 Tutto il sistema di pensiero messo in piedi da questo inglese incoerente con la camicia di Garibaldi è più imbarazzante di quando incontri la vicina mentre compri palle di Natale al negozio dei cinesi («Ah, fai l’albero?» «No, le bombe carta»). Davvero le tue storie horror hanno come scopo non spaventarmi o indirizzarmi all’omicidio seriale, ma bensì farmi sentire in colpa se non passo un’euro alla zingara nella Metro B?
‘Ste cose mi traumatizzano tipo quando ho letto Uomini che odiano le donne, che fa talmente cagare che l’autore infatti è morto.


E così, mentre stendevo il programma del mio nuovo movimento, Ariani Armati per Tabacci (in realtà avevo scarabocchiato unicamente «Secondo te è più utile un F-35 o il Parlamento?», «Solo Gordon Ramsey può giudicarmi» e «Jovanardi pederasta» su un tovagliolo sporco), ho dovuto mollare tutto per incazzarmi con Dylan Dog. Con nuove vette di intolleranza, perché quando poi mi rode il culo non ti perdono nulla. Non come agli Slayer, che gli passi pure la foto del back di Reign in Blood dove sventolano fierissimi tre lattine piccole di Stella Artois – almeno quattro, cazzo, almeno una a testa.
Ecco perché Dave Lombardo se ne era andato.

 Allora entro nel bar senza pantaloni, al ralenti, con sotto Jumpin’ Jack Flash, ed ordino una Peroni, l’apostrofo svarte tra le parole South of Heaven, chiedendomi che c’è che non va in chi non vorrebbe vedere Dylan Dog preso a calci in culo da Frodo e Jax Teller che lo scambiano per un tifoso del Millwall.

 Vago, inquietato dai manifesti di Les Misérables, fino a tornare davanti a Sandro Autoricambi, e me ne resto lì, sotto il sangue scrosciante, a bere e a pensare al cazzo di Magalli, piccolo e anche dolce, dolce e anche fresco, fresco e anche forte, forte e anche bianco, bianco e anche colorato, ma colorato e anche fruttato, ma fruttato e anche divertente, divertente e anche differente, differente e anche runico, che mi fa fibrillare e intenerire e alla fine una cosa di Dylan Dog la salvo proprio in virtù del potere terapeutico che ha su di me il cazzo di Magalli quando bevo sotto un diluvio di sangue davanti a Sandro Autoricambi pensando a Dylan Dog, ma malgrado questo mio piccolo gesto pacifico mi metto a vomitare perché m’è andata di traverso la vita perché i morti hanno preso la mia anima e la tentazione ha perso ogni controllo.

 Ah, Avid Sibelius Folliero è morto pure lui e la cosa che salvo è questa:

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