ECCTSF #01.

ECCTSF1
«Tutto quello che amo è morto da duecento anni, o da duemila.»

HPL

Ed eccoci, noi Ultras della Morte contro l’horror moderno, tifosi del Diavolo e diffidati da Dio, adepti del Male contro il disegno della Creazione.

Abbiamo trascorso innumerevoli notti a guardare film bevendo, o forse più correttamente a bere guardando film, con lo stomaco inacidito dal Tavernello e la pancia gonfiata dalle Peroni, mentre sullo schermo si improvvisavano sedute spiritiche, si vagava nei corridoi di case abbandonate, si imboccava una scorciatoia nei boschi, si sentiva bussare alla porta nel cuore della notte, ed il risultato era sempre lo stesso – che ti saresti scopato la protagonista.

Questa è la prima carrellata di film, visto che qui sono anni che non compare una recensione.

I begli horror sono tutti consigliati davvero, perché un horror merita sempre un’ora e mezzo della tua inutile vita.

I begli horror sono tutti spoilerati senza pietà.

I begli horror sono come il vino, il giorno dopo stenti a ricordare tutti i dettagli ma sai con certezza che ti hanno fatto pronunciare delle frasi orribili.

At The Devil’s Door (Nicholas McCarthy, USA, 2014)

Consiglio la visione del bell’horror “At the Devil’s Door” (titolo originale “The Cock that Steals You”) che parla che c’è quella di “Diario di una nerd superstar” che secondo me è una fregna con tutti i crismi e infatti il Diavolo, che coglione non è, tempo 10′ di film se la scopa di brutto e la ingravida, ma lei scopre tutto e si fa assumere come babysitter da una coppia di negri facoltosi e prova ad offrire il loro figlioletto a Satana che, ripeto, coglione non è, ed ignora il bambino, quindi l’operazione si trasforma semplicemente nel sacro atto di nascondere i figli ai negri ricchi, ma vabè poi lei si uccide perché «Io sono mia» e non vuole partorire l’Anticristo, ma poi per cose rocambolesche finisce nel mirino del Maligno una tizia in carriera molto rampante che comunque va detto è fregna (ma molto meno di “Diario di una nerd superstar”) ed è più o meno lo stesso copione, allora il Diavolo passa alla sorella (che certe volte è fregna e certe volte sembra l’indiano di “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, quindi non so valutare bene quest’ultima mossa del Principe delle Tenebre), però poi ci sono altre cose rocambolesche per cui questa tizia entra in una stanza e ci sono tutti che si fanno le seghe alla ghibellina (quelle con la spina elettrica nel culo e i piedi nella bacinella d’acqua), ma comunque poi alla fine vince il Diavolo e trionfa il Male, com’è giusto che sia, perché il senso ultimo dell’Inferno è sempre:
Toc toc.
Chi è?
Er cazzo Che Te Se Frega.

Annabelle (John R. Leonetti, USA, 2014)

Consiglio la visione del bell’horror “Annabelle”, che parla che c’è l’ennesima coppia di stronzi che affitta una casa troppo grande, e la tizia è incinta e il tizio per provare a sostenerla anziché dirle «Coraggio, tra poco sarai de facto una milf» le compra una bambola orrenda, e la tizia malgrado gli scompensi ormonali (o forse proprio per quelli) è felicissima, finché una notte arriva la setta satanica del pijallo in berta che tenta di ucciderli e nemmeno ci riesce, e da lì, per cose esoteriche, la bambola dal semplice essere una bambola brutta diventa una bambola brutta con un demone dentro, per inciso il demone più coglione di sempre, che dai, possiedi una bambola, ma ripijate, sei lo zimbello dell’Averno, metti in imbarazzo Lucifero, c’hai fatto fa’ una figura de merda a tutti, e invece la coppia è comunque terrorizzata dalla bambola nella migliore tradizione della borghesia, ricchi mollicci codardi che consegnerebbero il paese nelle mani dell’invasore qualora questo schierasse una prima linea di bambole brutte lungo i confini, e alla fine, ascolta, alla fine li salva una negra ex machina, che se non ci credi cercalo, tipo su Wikipedia, nella narrativa americana esiste davvero la figura del negro ex machina, solo che loro lo chiamano “magical negro”, ad ognuno il suo, per me un Campari col gin.

Sinister (Scott Derrickson, USA, 2012)

Consiglio la visione del bell’horror “Sinister”, che parla che c’è uno scrittore di trve crime che da lontano sembra uno di un telefilm che non ricordo, ma se si mette gli occhiali da vista sembra uno di un altro telefilm, ed infatti tutti lo odiano (la famiglia, i passanti, lo sceriffo, etc) ma lui resiste ed indaga su una bambina scomparsa, però è un inetto figlio di puttana e allora arriva Euronymous (sì) che gli brucia tutte le diapositive con quel fare bullo un po’ grim dell’Europa del nord e comincia a bersagliarlo con le stoviglie per motivi principalmente legati al look (perché ad ogni modo Euronymous ne aveva fatto una battaglia di civiltà sull’indossare il chiodo con le borchie), e lo scrittore invece se ne sta lì griffato Billabong quasi a lanciare una sfida, quindi Euronymous lo fa uccidere dai suoi stessi figli che poi porta con lui in un paese dell’est reduce da una feroce dittatura comunista di quelli che ha sempre amato lui, per prendere per il culo le persone affamate che soffrono, come un Trve Norwegian Cazzo Che Te Se Frega (TNCCTSF), ed io, io gli urlo: bravo amico, viva il metallo di colore.

The Possession (Ole Bornedal, USA, 2012)

Consiglio la visione del bell’horror “The Possession”, che parla che c’è una scatola che non je devi cacà er cazzo, scatola che è una scatola posseduta da un temibile demone maccabeo, e così le vicende si dipanano attraverso altre vicende che vertono costituzionalmente sul Male incarnato dalle donne, e se quindi la doppietta donna + scatola poteva sembrare inquietante, con la combo donna + scatola + demone siamo nel terrore puro, e questo implica rivolgersi, per l’esorcismo, a dei rabbini che però, al contrario del tuo vecchio curato di campagna, te danno in culo e foco a li capelli, ma poi alla fine un giovane wannabe rabbino scaccerà il demone con un rito segreto, e possiamo dunque dire che siamo sì davanti ad un pessimo film, ma che si compensa in giustizia poiché svetta il messaggio del regista (che è danese, e quindi verosimilmente sta mangiando del burro in questo esatto momento): chi dice donna dice pogrom.

Oculus (Mike Flanagan, USA, 2013)

Consiglio la visione del bell’horror “Oculus”, che parla che c’è un antico specchio che è un fijo de ‘na mignotta e ne combina di cotte e di crude, e generalmente inizia facendoti morire le piante e sparire il cane, poi da lì diventa stronzo forte e ti possiede e ti fa venire le allucinazioni e tu spari a tua moglie che si mangia i piatti, addenti una mela ma lui ti fa credere che è una lampadina, ti mostra tutti gli spettri della gente che ha ucciso e quando provi a difenderti scopri che invece hai ammazzato una persona che amavi, insomma proprio uno specchio del cazzo, che una ragazza (una fregna) e suo fratello (un fregnone) tenteranno in ogni modo di eliminare con le solite telecamere ed ogni dispositivo Apple in commercio, arrivando a dimostrare la tesi del regista, ossia che il MacBook è un ottimo computer, ma te lo sbatti proprio che al cazzo se io te schiero contro uno specchio maledetto 666.

The Descent (Neil Marshall, 2005, UK)

Consiglio la visione del bell’horror “The Descent”, che parla che c’è 5 fregne e una lesbica in uno chalet, e io le avrei castigate tutte (tranne la lesbica che aveva quel non so che da editoriale della Spinelli), solo che poi, conoscendomi, manco di autostima, quindi ne avrei puntata una sola (verosimilmente quella traumatizzata perché le è morta tutta la famiglia), e insomma questa forse me la sarei scopata, o forse no, forse ci avrei concluso solo qualcosa o forse avrei comunque avviato un rapporto che mi avrebbe portato a farmela successivamente, però, non essendo io nel film, le 5 fregne e la lesbica vanno in una grotta e muoiono tutte.

Le Origini del Male (John Pogue, USA, 2014)

Consiglio la visione del bell’horror “Le Origini del Male”, che parla che c’è una fregna pazza, ed un buffone che organizza tutto un esperimento pseudoscientifico solo per farsela, e si porta appresso un’altra fregna (ma meno di quella pazza), un ragazzotto vessato ed il Mago Galbusera, poi ci sono degli incendi e alla fine, paradossalmente, l’unico che riesce a scopare è proprio il Mago Galbusera, mentre noialtri s’attaccamo ar cazzo come al solito perché siamo pur sempre nel Kali Yuga.

Apartment 1312 (Michael Taverna, Canada, 2012)

Consiglio la visione del bell’horror “Apartment 1312”. che parla che c’è una fregna con la sorella fregna (Mischa Barton) e la madre anziana rockstar decaduta divorata dall’alcol e dalla follia ma tutto sommato ancora piacente ( = io con i soldi) che va a vivere in un appartamento dove c’è il fantasma di una ragazza (fregna pure lei) che si inserisce nella categoria dei Morti Matti Che Menano e fa scherzoni di dubbio gusto che si risolvono generalmente con il decesso del turlupinato di turno, ma, nonostante queste magnifiche premesse, è un film di merda e si stenta a finire di guardarlo, specie se ci sono io che ogni volta che un personaggio chiede «Chi c’è?» o «Chi sei?» (ossia ¼ del film) urlo «Er Cazzo Che Te Se Frega!» e poi rido da solo tossendo.

The Borderlands (Elliot Gardner, UK, 2013)

Consiglio la visione del bell’horror “The Borderlands”, che parla che c’è che non ho capito di che parla esattamente, ma forse in una chiesa di un paesello inglese (ma che in realtà è in Puglia) c’è stato un miracolo, o forse no, però un posacenere si è spostato da solo, ma forse era la mano di Dio, o forse un trucco, ed il Vaticano manda della gente a verificare l’evento, e questa gente è onesta, ma forse non lo è, e le loro telecamere riprendono delle cose, ma forse in verità non le riprendono, però ci sono dei suoni, ma può darsi che non ci siano affatto, e così i protagonisti arrivano a risolvere il mistero, che tecnicamente potrebbe non essere punto un mistero, ma le loro conclusioni, che potrebbero essere una cosa, come però anche un’altra, non le conosceremo mai perché muoiono tutti in un cunicolo senza motivo.

Cannibal (Marian Dora, Germania, 2006)

Consiglio la visione del bell’horror “Cannibal”, che parla che c’è il film tratto dalla storia vera di quel tizio, ricordi, che si è mangiato un altro tizio che però era d’accordissimo sull’esser mangiato (per ragioni sostanzialmente erotiche) da un tizio (quello tedesco) che però se lo sono bevuto, ed in pratica io (essendo comunque una storia vera) mi sono ritrovato come sempre ad essere solo nell’unico dibattito sull’omosessualità e sui diritti civili che mi sia mai interessato, e quindi ricapitolo brevemente:

  • NO ai matrimoni gay (sono sempre stato favorevole, ma poi avete talmente rotto il cazzo e frignato e fatto scenate, appunto, da froci, che adesso ve lo proibisco per dispetto);
  • SI al cannibalismo (attivo o passivo che sia);
  • NO ai film tedeschi (Fassbinder è morto e Buttgereit fa il pescatore);
  • SI ai sacrifici umani a ECCTSF (che non c’entra un cazzo ma c’entra sempre);

e insomma il film è consigliato solo chi vuole poter dire alla sua ragazza che continua a parlare: «Shhh, sto a guardà i cazzi».

Dark Circles (Paul Soter, USA, 2013)

Consiglio la visione del bell’horror “Dark Circles”, che parla che c’è ‘ste due merde che fanno un figlio e vanno a vivere in una casa in campagna assolutamente ciclopica dove la loro vita si trasforma rapidamente in un incubo perché c’è Moira Orfei nel sottolavello, ed il ragazzino (che è grasso) non dorme, e allora i genitori non dormono, e Moira fa i cosplay di “The Ring”, e loro non prendono alcuna iniziativa per tutto il film, non cercano nessuna spiegazione, non fanno un cazzo insomma, per poi scoprire che non c’era nessuno spettro e nessuna allucinazione: c’era davvero Moira Orfei nel sottolavello.

Darkness (Jaume Balaguerò, Spagna/USA, 2002)

Consiglio la visione del bell’horror “Darkness”, che parla che c’è Anna Paquin che ha una sorpresa – spoiler: una sorpresa = il cazzo.

Here Comes the Devil (Adriàn Garcìa Bogliano, Messico, 2013)

Consiglio la visione del bell’horror “Here Comes the Devil” (titolo originale: “Aj Aj el Diablo Cabron 666”) che parla che c’è una scena lesbo a buffo e poi una famiglia fa una gita nelle fratte a Tijuana (perché?) e mentre i bambini giocano con gli sterpi e i genitori fanno le porcherie in macchina (una Nissan Primera) parte un dirty talking scritto direttamente da quel serial killer sfigato che in realtà non è nemmeno un serial killer perché ha mietuto solo due vittime solo che erano bambini e quindi ha fatto scalpore, avevo letto un libro su di lui ma non ricordo il nome, però vabè intanto i bambini entrano nella grotta del Diavolo e li danno per dispersi, ma poi ritornano e allora tutti pensano che abbiano subito abusi sessuali, ed i genitori uccidono un guardone senza motivo e c’è la polizia e i colpi di scena e tutti i personaggi (anche quelli femminili) sono doppiati da Ligabue, e insomma tanto non si reggeva che ho bevuto e basta quindi ti dico come finisce secondo me: Il Diavolo se li scopa a tutti.

Liberaci dal Male (Scott Derrickson, USA, 2014)

Consiglio la visione del bell’horror “Liberaci dal Male”, che parla che c’è che durante la guerra in Iraq tre coglioni trovano una statuetta di Pazuzu e quando li rispediscono a casa sono indemoniati e parlano con i leoni e lanciano i ragazzini come se fossero Giovinco, poi c’è una allo zoo che scava con le mani cantando Break on through dei Doors (giuro) e le guardie pensano che è strafatta, ma un prete messicano dice «No, no, è posseduta dal Maligno, sennò chi cazzo ce faceva un film?», e così iniziano tutte le indagini alla ricerca del capo dei reduci indemoniati (che si chiama Santino) ed il detective si reinventa demonologo ed esorcista, quindi come sempre a noi adepti del Demonio lo stato ci sguinzaglia dietro sbirri e preti e noi ce ne freghiamo e carichiamo a pentacoli, ma tutto questo a mio avviso finisce per mettere in luce una grande mancanza da parte di tutti, 666 scritte e nemmeno una contro la guardia costiera, quegli scafisti col distintivo, tassisti di clandestini, nemici dell’Europa, e insomma il film finisce così, con me che urlo contro la guardia costiera.

Livide (Julien Maury, Alexandre Bustillo, Francia, 2011)

Consiglio la visione del bell’horror “Livide”, che parla che c’è una fregna indescrivibile con gli occhi spaiati da husky che deve prendersi cura di una vecchia costretta a letto con un respiratore fetish in una casa lussuosa, e come prima cosa mi spezza il cuore dandola via ad un pescatore che senza ragione alcuna decide che in quella casa c’è un tesoro che gli garantirebbe di essere ricchi per sempre, quindi, reclutato l’amico fregnone, partono tutti e tre per fregarsi il fantomatico tesoro ed io stappo 4 Peroni e mi scrocchio le dita augurandomi un massacro senza precedenti (come tutti gli innamorati rifiutati in favore dei pescatori), ed invece i tre merda trovano solo bambole, ballerine, marchingegni steampunk, pseudovampiri e insomma tutta roba che dei ladri seri dell’est si sarebbero sgobbati tempo 5′, lasciando così insoddisfatta la mia sete di vendetta, ma è un film da guardare insieme alla tua donna solo per sentire i commenti classici delle donne davanti alla perfezione femminile, tipo “sì, con quelle scarpe…”, “vabè, se a te piace una con quel mignolo della mano sinistra bene così…”, “no ma c’ha qualcosa in faccia che non mi convince…”, “non so, è strana…”, “ma dai, com’è vestita…”, “non dico che è brutta, ma non capisco che ci trovi di speciale…”, “è più bella Zarate…”, “fuori dal GRA non la conosce nessuno…”, e vabè mi fermo qui anche se potrei andare avanti per ore, tanto lo sai già come sono fatte.

The Woods (Lucky McKee, USA, 2006)

Consiglio la visione del bell’horror “The Woods”, che parla che c’è i boschi, ed una ragazza (piromane, come me) viene spedita in un collegio femminile dove ci sono bene o male parecchie fregne (old school, ché è ambientato nel ’65) e qui c’è il primo colpo di scena, che non voglio svelare nei dettagli per non rovinarvi la vita, ma diciamo che mi ha ricordato molto di quando una ragazza mi disse «Guarda che nello spogliatoio delle donne non succede quello che pensi tu», ma io ad oggi mi rifiuto di crederle e di credere anche a questo film dove nella camerata del collegio le ragazze dormono, oppure, anzi, ‘sta cosa è una perversione di quel collegio, dove infatti le tizie preferiscono andare a zonzo nel bosco (dove ovviamente vengono fatte a pezzi dai mostri del bosco 666, che poi sarebbero streghe, che però sono alberi), quindi, a rigor di logica, se quello è l’unico collegio dove le tizie muoiono incaprettate nel bosco, significa che in tutti gli altri va come dico io, e quindi che ho ragione io, e di conseguenza anche la ragazza dello spogliatoio si stava prendendo giuoco di me, ed ora all’improvviso l’universo mi appare meno meschino, e poi nel film c’è Bruce Campbell, tutti vogliono bene a Bruce Campbell.

Find Me (Andy Palmer, USA, 2014)

Consiglio la visione del bell’horror “Find Me”, che parla che c’è la solita coppia di merde che compra una casa enorme (che non era in vendita) per due spicci e un pacchetto de Pall Mall e ovviamente ci trova il solito fantasmino bipolare che fa i dispetti da cane, che in questo caso è una tizia che ripete «Find me…» finché a una certa, per vessare la coppia, si scopa il marito, e così sono molto concentrato nel valutare i pro e i contro di questa situazione mentre nel film continua a non succedere un cazzo, ma d’un tratto ecco la svolta: la moglie da bambina aveva una gemella di cui ha sempre taciuto l’esistenza a tutti (perché?), che mentre giocava a nascondino è scomparsa per esser poi ritrovata morta, ed è lei che infesta la casa della protagonista, e quindi a questo punto possiamo dire, a rigor di logica, che questo film narra di una donna che va a vivere in una casa infestata dall’anima de li mortacci sua.

La Stirpe del Male (Matt Bettinelli-Olpi, Tyler Gillet, USA, 2014)

Consiglio la visione del bell’horror “La Stirpe del Male”, che parla che c’è un film che vaffanculo e stai tipo un’ora ad urlare Chiellini pezzo di merda ma poi ci sono cose tipo:

  • un tassista che una volta ho incontrato a Reggio Emilia;
  • contro il prete non si hanno motivi né la galera ma l’ictus indotto inconsapevolmente perché porti in grembo l’Anticristo;
  • porti in grembo l’Anticristo;
  • se porti in grembo l’Anticristo sfondi i finestrini ai suv nei parcheggi;
  • i tassisti stanno preparando il terreno per la venuta dell’Anticristo (come sostenevo da tempo);
  • tutti gli ostetrici sono sempre conniventi con il Demonio quando ti insemina a tradimento (quindi anche il dottor Robinson);
  • non mi convincerete mai che la gravidanza ed il parto sono cose naturali, se fossimo persone civili faremmo le uova.

Dead Snow 2 – Red vs Dead (Tommy Wirkola, Norvegia, 2014)

Consiglio la visione del bell’horror “Dead Snow 2”, che parla che c’è tu che non hai un lavoro, perché se hai visto il primo dove c’erano gli zombi, la neve, le SS, la fregna (mi pare), insomma tutti gli elementi per un capolavoro ma faceva comunque schifo, se perseveri significa che non hai una vita, ma insomma malgrado l’inizio dove i nazizombi asfaltano le vecchie e decapitano i bambini, un gruppo di nerd (tra cui una fregna) fa risorgere gli zombi dell’Armata Rossa e ci si prepara allo scontro finale, dove però vincono i nazizombi perché hanno le uniformi bellissime ed il consueto carisma, e, al contrario dei sovietzombi che vengono risvegliati dai ragazzini, sono qui perché non avevano portato a termine un ordine di Hitler e la loro fedeltà vince la morte, ma poi il regista si accorge che sta scivolando pericolosamente in una grandiosa apologia del Terzo Reich, e si inventa tutta una cosa pesantemente diffamatoria sull’oro dei nazisti, e allora ti dico forte e chiaro: basta con la stronzata dell’oro dei nazisti, ai nazisti non fregava un cazzo dell’oro, gli interessava solo vestisse precisi.

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